Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.









domenica 9 luglio 2017

FALO' NOTTURNO


L’avvocato Erih Kos, era stato il Commissario politico della III Brigata della Divisione «Garibaldi» quando dal Montenegro fu trasferita, come la II, in Bosnia.
I brani che seguono sono tratti da un lavoro di Uros Golubovic, che fu Intendente capo della Divisione «Garibaldi» e ad essa dedicato, nel quale egli volle inserire proprio questi brani quale testimonianza diretta.
Essi non sono una descrizione precisa e storica di una marcia notturna e di una sosta di un reparto combattente dopo una marcia faticosa, dopo un combattimento o dopo una successione di combattimenti e di fatiche.
È come una rivisitazione in sogno, un raccontare episodi di guerra con la memoria non tanto visiva quanto sensitiva, una memoria delle sensazioni incise inconsapevolmente nel profondo e riaffiorate dopo qualche tempo; e proprio per questo esprime una verità «più immediata».
Quando la fatica fisica e psicologica è al limite, quando proprio non se ne può più e i freni inibitori sono ormai spezzati, la realtà assume aspetti irreali, ma non per questo non veri.
Con questo tono da racconto in stile letterario e poetico, Erih Kos ci fa penetrare e capire quanto grandi siano stati i sacrifici e quale sia stata la verità più profonda, appunto oltre qualunque cronaca del tempo. 

Il cielo era più oscuro della terra che non si vedeva sotto ì piedi. Né le stelle, né la luce della luna sul vuoto cavo cielo. Non c’erano né cielo, né terra. Sotto il peso dei propri corpi ci muoviamo nello spazio oscuro e soltanto la nostra fatica, l’odore dell’umidità e l’alito della terra che il vento ghiacciato ci sbatte sul viso, dimostra che ancora ci camminiamo sopra. Temevo che avessimo sbagliato di nuovo. Sarà possibile arrivare da qualche parte in una notte così buia, ventosa e gelida? In questo buio nel quale non esiste sopra e sotto, nè sinistra nè destra, nel quale non si sa cosa c’è avanti e cosa dietro, dove il nord e dove il sud. Mi sembrava che tutto l’essere o il non essere, tutto il male di questa guerra si fosse depositato ed accumulato, in questa notte e che se a sera non fossimo arrivati al posto giusto, sarebbe stata la dispersione e la fine.

Si accendevano i fuochi, uno dopo l’altro, come le stelle nella notte in un cielo sereno. Sempre più numerose e in un cerchio più grande. Si abbattevano e si trascinavano i recinti; i recinti pesanti del campo. Bruciavano i ceppi e i tronchi, i rami accatastati e gli alberi abbattuti. Come i tagliaboschi, quando abbattono un bosco, bruciavamo piccoli abeti isolati che bruciavano eretti, come grandi candele. Nel buio della notte sembrava come se con cento fiamme bruciasse un villaggio con le case, capanne e stalle.

Tutto il cielo è rosso: la neve intorno, i vestiti e le guance degli uomini che si muovevano tra i fuochi come se vi si stessero cuocendo. Tutta la valle è una ferita incandescente, e la neve alta intorno ai fuochi si scioglie, si deposita, e gli uomini e i fuochi affondano piano sulla terra.

Non si capiva dov’era il tal battaglione, né dov’era la tale compagnia. Ognuno era seduto dove poteva o dove si sentiva comodo, con quelli con i quali si era trovato ad alimentare fuoco. Gli ufficiali con i soldati, i feriti, gli ammalati e ì conducenti dei quadrupedi con le loro bacchette. Anche quei pochi cavallini e muli rimasti nella Brigata.

Non c’erano sentinelle. Nessuno si preoccupava della sicurezza. A nessuno neanche passava per la mente. Sembrava come quella notte tutto il mondo maledetto dall’altra parte del nostro cerchio di fuoco fosse immerso nella oscurità notturna, affondato nel mare del buio. Non c’erano più le regole e gli obblighi, l’ordine e l’ordinamento. Non c’era oggi e stasera, né domani e domani mattina. Non c’era la guerra né il nemico, neanche il freddo e la fame. Esisteva soltanto il nostro cerchio infernale nel quale non penetrava niente e fuori del quale non si vedeva niente. Tutta la valle ribolliva e tutti noi ci cucinavamo e bollivamo nella sua marmitta di fuoco. Erano accesi i falò come i fuochi delle streghe in cima al colle nella calda notte di giugno, come nel campo degli zingari e nelle loro riunioni, come per le giostre, le fiere e per le feste religiose, nella notte densa come olio. Crepitavano gli abeti come i fucili, uggiolavano e ululavano le legna umide nel fuoco come gli zufoli degli zingari.
 
Chi aveva qualcosa da mangiare preparava la cena. Furono aperte le borse e ne fu scrollato fuori tutto il cibo conservato per i giorni peggiori, e di nascosto anche dagli amici migliori. Si friggeva il granturco e il grano nella casseruola, si cucinavano le briciole trovate nelle tasche con la neve e gli aghi di pino, sulle canne dei fucili sfrigolavano pezzi della carne di cavallo, nella cenere calda c’erano pezzetti di patate. Si fumavano le ultime briciole di tabacco e le sigarétte fatte con le foglie di granturco. Nel centro del nostro accampamento, sopra due grandi fuochi in due grandi spiedi, tagliati dai pali del recinto si cucinavano e giravano due mule nere, ancora pèlose e non spellate, soltanto bruciacchiate, con le gambe posteriori stese e le gambe anteriori piegate, con il collo sporgente in avanti, con le bocche spalancate in avanti e i denti nudi, come se stessero per fare un selvaggio, magnifico salto come le mule non hanno mai fatto nelle loro vita e non possono fare.

Era gradevole. Piacevolmente soporifera, tranquilla, sicura e calda quella notte. Non si doveva scattare ed ascoltare se le sentinelle dormivano oppure sparavano, non si doveva pensare alla faticosa marcia dì domani, al difficile combattimento nel quale qualcuno morirà. Come se la guerra, i combattimenti, il freddo, la fame e le malattie non ci fossero più. Come se si fosse a bordo dì una nave che piano naviga su acque sicure; come se si fosse a casa e con un bastone si attizzasse il fuoco del proprio focolare. I fuochi diventavano più grandi. Rumoreggiavano gli abeti e nell’aria volavano come stelle sciami di scintille. Qualcuno cominciò a cantare, per conto suo, senza un ordine, una canzone non militare. Gli altri lo seguivano. Lorenzo Rossi del terzo battaglione mise la carta sopra un pettine, suonando come con l’armonica. Gli altri battevano sulle gavette e con le mani.

 

lunedì 26 giugno 2017

IL TEAM


Ego zero 
Lavorare per un obiettivo comune
Massima fiducia reciproca
Responsabilità  di ognuno verso tutti
Termine Eustress indica un carico di tensione tonico che mantiene vigili attivi e concentrati sul proprio compito . Quando lo stress tende a diventare cronicamente negativo è il momento di lasciare il proprio posto ad un altro componente.
La tendenza a mettersi in discussione sia come autoanalisi della propria prestazione e della possibilità di renderla ancora più perfetta, impeccabile   sia la consapevole visione di superare se stessi e i propri limiti, tendendo ad una perfezione quasi mai raggiungibile concretamente.
Possiamo concludere che il Team della Pattuglia Acrobatica Italiana  è costituita da individui sani e felici.

domenica 25 giugno 2017

UMANITA'

Con questo termine si fa riferimento a tutti coloro che vivono attualmente su questa Terra? 
Il concetto ha una portata più ampia, oltre il tempo e lo spazio, se  in futuro colonizzeremo altri Mondi. 
Umanità riguarda anche e soprattutto le generazioni future e la Responsabilità che si hanno nei loro confronti.
 Le Leggi concepite da Maggioranze seppure secondo un principio Democratico, non possono mai negare a chicchessia il riconoscimento dei diritti della persona: dignità, libertà ed uguaglianza ... non ci possono essere persone di serie A o di serie B e sottospecie di persone, che possono essere sfruttate, schiavizzate ridotte a cose, a numeri. 
Poche persone che detengono immense ricchezze non possono decidere sul destino di tutti gli altri. Le potenti lobbies non si cureranno mai del problema della Povertà nel Mondo o della nuova povertà nei  Paesi così detti sviluppati ... chi governa i mercati non avrà alcun minimo pensiero sulla salvaguardia del Pianeta se non in funzione dei profitti che può realizzare in tempi brevi; un tema del tutto irrilevante  per i loro fini, alimentando concetti di uguali e meno uguali ... di aventi diritti a cui altri necessariamente dovranno essere esclusi, ergendo muri e fossati ... relegando chi sta oltre ad una condizione di sub umani ... persone che necessariamente non si rassegneranno ad essere considerate meno degne di altre.
 
Parole liberamente tratte da un convegno del Prof Stefano Rodotà.
 

lunedì 1 maggio 2017

CECITA' COGNITIVA


Gli occhi vedono solo
ciò che la mente è preparata a conoscere.

sabato 29 aprile 2017

BENEVOLENZA


Sentimento spontaneo di simpatia verso una persona che si conosce appena.
Saltuariamente, ramingo mi trovo a passare per Porta Portese, durante la settimana presso i banchi stanziali di accessori auto e bici, che qualcosa si vende sempre: rotoli di carta, shopper, scontrini della cassa, panni in microfibra ecc …
Il banco più esterno, quello in direzione della Portuense , era di Giovanni, un omone di più di settanta anni, faccia da gladiatore, capelli tinti di biondo (un evergreen), una simpatia gentile nei modi e nel parlare, aveva il senso dell’accoglienza a dispetto della sua mole che poteva incutere ancora un senso di soggezione e rispetto.
Viso bruciato dal sole, mani incallite e rughe rivelavano una vita tribolata, piena  di fatica e di lavoro pesante, e la salute per questo ne risentiva e portava i postumi  inevitabili di quel travaglio non sempre adeguatamente remunerato .
Giovanni  era in ogni caso un tipo positivo, sapeva leggere nell’animo delle persone, come tutti quelli che nella vita hanno tribolato davvero, e venendo dalla povertà era un commerciante abile ed intelligente, affabile e guascone al tempo stesso, senza risultare antipatico o roboante, ne meschino e tirchio.
Spesso seduto sulla sedia o intento a sistemare la sua mercanzia o ancora a contrattare  … accompagnato dai suoi figli, lo rivedo con l’immaginazione passando per quella via, perché è un mese che è morto … e quando me lo hanno detto ci sono rimasto male davvero.
Dicono che non si curasse affatto, che preferiva vivere così come Dio volesse, nonostante i suoi problemi di salute … se ne andato senza tribolare tanto,  prima di Pasqua.
Mi ripeteva spesso: “ A Pa’ sei buono come il pane, e questo ti salva e ti protegge, perché il bene ti ritorna sotto forma di bene... ricordalo sempre”.

Ciao Giova'

 

 

lunedì 24 aprile 2017

O SOLE MIO

Giornata chiara serena, un sole tiepido in cielo azzurro senza nuvole ... e il cuore si gonfia di una gioia incomprimibile che non puoi ripensare alla poesia più breve che sia mai stata scritta e che tanto desideravo portare all'esame di terza media ... allora perché scansafatiche, giovinastro tutt'altro affaccendato, senza sapere che quella poesia potrebbe riempire quaderni di commenti, anche se è articolata in due sole parole, scritte 100 anni fa, durante una pausa tra un combattimento e l'altro, dal grande Ungaretti, folgorato da un'Alba che nonostante la situazione infuse un senso infinito di gioia e serenità che solo queste due semplici parole accostate riescono a descrivere.

Mattina
 
M' Illumino
d'Immenso 

Il testo della canzone più famosa al Mondo tra quelle napoletane, in fondo intende esprimere le medesime emozioni anche con l'ausilio della musica: O Sole mio
 
Il Testo è di Giovanni Capurro.

La  musica è di Edoardo  Di Capua, che nel 1898 si trovava ad Odessa, in Ucraina e pare sia stato "folgorato" da un'Alba sul Mar Nero tale da far rimanere senza fiato e forse, intuisco, dalla beltà di una giovin fanciulla musa ispiratrice della sonorità melodiosa della canzone.




 


lunedì 17 aprile 2017

TRECENTO GRAMMI


E’ il peso medio di un cuore umano adulto. 
Nel mito dell’Antico Egitto il defunto prima di poter accedere nell’aldilà era sottoposto alla cerimonia della pesatura del  suo cuore ritenuta la sede della sua Anima.
Anubi il dio dell’Imbalsamazione pone il cuore del defunto, contenuto in un vaso, su un piatto della bilancia, mentre sull’altro piatto si trova la piuma, simbolo della Verità, della Giustizia.
Il dio della saggezza Thot, presiede alla cerimonia e prende nota dell’esito della pesatura: se, infatti, il cuore, come depositario di tutte le azioni, buone o malvagie, compiute durante la vita, bilancerà la piuma, allora il defunto sarà dichiarato “giusto", o "giustificato", ed ammesso al regno dei morti.In caso contrario, il cuore verrà dato in pasto ad Hammit, "colei che ingoia il defunto", rappresentata da un mostro composito ai piedi della bilancia, che somma in sé gli animali più pericolosi dell'Egitto: il coccodrillo, il leone e l’ippopotamo.
Mi-ka-El che significa
"chi è come Dio?"
che anche il suo grido di battaglia.
Nella tradizione Cristiana  il capo delle milizie celesti  in lotta contro il male, San Michele Arcangelo, è rappresentato con una bilancia in mano: il simbolo della giustizia e del retto comportamento, ed in particolare della misura, della prudenza, dell’equilibrio, del confronto fra azioni ed obblighi perché serve a soppesare gli atti; associata alla spada indica la Giustizia che si accompagna alla Verità.
 
 
Nella Sura LV Il Compassionevole 
 inizia con questi versi
1. Il Compassionevole,
2. ha insegnato il Corano,
3. ha creato l'uomo
4. e gli ha insegnato ad esprimersi*.
5. Il sole e la luna [si muovono] secondo calcolo [preciso].
6. E si prosternano le stelle e gli alberi .
7. Ha elevato il cielo e ha eretto la bilancia,
8. affinché non frodiate nella bilancia:
9. stabilite il peso con equità e non falsate la bilancia.
10. La terra l'ha disposta per le creature:
11. vi crescono frutti e palme dalle spate protette
12. e cereali nei loro involucri e piante aromatiche.
13. Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete? ... 
Quanto pesa il cuore di Pascià (nome di fantasia per ovvi motivi) che lavora presso un fioraio  suo connazionale asiatico, tutti i giorni dal lunedì alla domenica, dall’alba fino al tramonto, ed ha un pomeriggio libero ogni due domeniche, non ha ferie, ne permessi malattia? Il tempo per se è poco, e quel lavoro al tempo stesso una benedizione e una condanna … la salvezza e una maledizione.
Il suo cuore buono, sa aprire varchi di amicizia e dare parole di saggezza con un sorriso e una gentilezza indelebili.
Non tutti gli uomini sono uguali, e non solo nella cultura di un altro popolo … anche da noi qualcuno è meno uguale di altri e il peso della vita è differente a seconda che si nasca in una famiglia, anziché in un’altra.
Pietro (nome di fantasia) si da  fare, lavora duro dalla mattina alla sera, ha sbagliato da ragazzo … e prova a rifarsi una vita  dopo il carcere, come venditore di pesce … e tutto questo non lo porta di certo stampato in faccia, ne lo usa raccontare a chicchessia, nemmeno ai pochi che sono più in confidenza… si da da fare e questo è di per se degno di rispetto … ma a volte persone non del tutto compassionevoli usano strani modi di esprimere la loro “amicizia” e “benevolenza” forti di un potere che a cospetto di Dio diventa niente, ma su questa terra pare tutto! Umiliandolo e cercando di togliere dignità con parole che feriscono e pesano, ma non escluderei  un fine meritevole in codesta condotta in apparenza da biasimare, poiché rammentandogli da dove viene lo si ammonisce affinché non ricada … e forse è per questo che Pietro sorride, fa spallucce, continuando a darsi da fare, riscattandosi e riscattando molti nella sua stessa condizione, migliori più della loro apparenza e storia. 
 

martedì 4 aprile 2017

DICE LA SAGGEZZA POPOLARE

Chi vive Sperando
muore disperato
 
ma
(aggiungerei)
 
senza Speranza
non se campa

Alla fine della fiera in ogni caso si muore disperati ... forse perché si sa cosa si lascia e non si sa a cosa si va incontro ... ma tutto in natura si trasforma, nulla svanisce per sempre.

In ogni caso la Speranza è la benzina della Vita, è la forza che spinge a riemergere nonostante gli impedimenti oggettivi ... è " il vedrai" che ti sostiene, come il gesto premuroso di un genitore che ricordi per tutta la vita e che ancora ti riscalda il cuore solo ripensandoci.

domenica 2 aprile 2017

MERD


A volte mi capita di pensare ad alta voce,  faccio domande a cui rispondo e contro ribatto … si la cosa mi fa sorridere, non mi preoccupa più di tanto … non lo sento come segno di una senilità precoce.
 A volte stempero così lo stress del traffico, il mio lavoro comporta molto tempo trascorso guidando in  solitaria, in un contesto urbano non proprio armonioso ed empatico .
Se ci aggiungiamo i capricci dei commercianti miei clienti, la loro suscettibilità, la non sempre disponibilità alla cortesia e comprensione, il loro continuo borbottio e lamentazione sui prezzi e sulla merce, la loro perenne scontentezza ed insoddisfazione, la esasperante ricerca del  prezzo più conveniente e le solite frasi  tipo: “ chi mi battezza mi è compare” oppure” sa io le shopper le regalo ai clienti ^_^neanche fossero Madre Teresa di Calcutta,  (anche perché  in realtà se le fanno strapagare come voce muta tra la somma della spesa senza che il loro acquirente  se ne accorga nemmeno); ma, dulcis in fundo, c’è sempre quello che acquista ad un prezzo più basso del tuo prezzo offerto, prendendo a schiaffi la tua intelligenza …  per tutto questo ed altro dovremmo tirarci su con buone dosi di “erba” per mantenere la calma e la tranquillità, ma personalmente preferisco ricorrere a tutte le risorse interiori … così a volte mi sfogo in colloqui solitari, magari utilizzando anche dialetti differenti … che un giorno al semaforo, una signora su una macchina a fianco, fece capolino dal suo finestrino con  sguardo perplesso ed incuriosito, non riusciva a capire se stessi al telefono con il viva voce o se ci fossero altre persone a bordo di piccola statura che non riusciva a scorgere …  gli ho sorriso scusandomi che ero uscito da poco dal mio manicomio:-) ancora ricordo il suo sguardo misto di pena e commiserazione, senza capire davvero che cosa volessi intendere.
OK prometto di adottare un cane bastardino …  di piccola taglia magari … così spero di raccogliere meno merda possibile.

sabato 18 marzo 2017

BUON VISO A CATTIVO GIOCO


A volte la vita ci pone di fronte a situazioni difficili, sgradevoli, imbarazzanti … ma non è detto che lo siano davvero, forse le percepiamo come tali, tanto è vero che se riflettiamo abbiamo poi l’occasione di apprendere nuove cose, di arricchire il nostro punto di vista e la nostra esperienza con nuove prospettive … e di conseguenza  nel proseguo ci muoviamo meglio, con più scioltezza.
Nel mio lavoro cerco con tutta la buona volontà di non dare mai tagli finali, di lasciare sempre delle possibilità a me stesso e alle persone che mi sono vicine. Non lo faccio per opportunismo, ma perché so che posso sbagliare e che chiunque può commettere errori nel giudicare l’apparenza delle situazioni. .. la superficie delle cose, l’azione in se e per se senza conoscere il retroscena.
Qualche volta è difficile davvero, soprattutto quando ci sentiamo pesati e giudicati in modo spietato ed ingiusto … quando senti lo sguardo malevolo e di traverso  posarsi senza appello, senza alcuna indulgenza che in fondo non sei una persona cattiva e spregevole, che non stai procurando alcun danno ad alcuno e che stai facendo del tuo meglio, per guadagnarti da vivere, nel rispetto di te stesso e delle persone che capita d’incontrare …  Tuttavia se l’azione che riceviamo è del tutto sgradevole ed inattesa, la migliore risposta non è mai porsi sullo stesso piano con una risposta altrettanto sgradita e fetente, perché il rispetto di noi stessi ci impone di non buttare alle ortiche quanto di buono siamo riusciti a costruire, poco o tanto che sia, merita che sia preservato e protetto con tutte le nostre forze mentali.
La mamma dei cretini è notoriamente sempre incinta … e qualche volta ammetto che mi sono sentito parte di quella famiglia … capita anche di fare lo stupido, ma se poi ci rendiamo conto del nostro errore … bene, allora è un’altra storia davvero.

domenica 5 marzo 2017

CAPACITA' LUNGIMIRANTI


Certe persone sanno dare corpo ai sogni, trasformarli in opere utili, anche se richiedono sforzi e risorse considerevoli, basti pensare al Canale di Suez, al Canale di Panama, alla grande Diga di Assuan.
Il sogno dell’ing. Enzo Siviero è la creazione di un ponte che colleghi l’Italia alla Tunisia, un ponte intercontinentale lungo  120 Km, con più campate e la creazione di quattro isole artificiali utilizzando il materiale di scavo. Inoltre con l’attuazione del Ponte sullo Stretto di Messina e del Ponte sul Canale di Otranto che colleghi la Puglia all’Albania, si potrebbe immaginare una linea ferroviaria ininterrotta che colleghi Città del Capo a Pechino.
Il Sud Italia ombelico del Mondo, non solo per la propria cultura millenaria ma per questa tratta di comunicazione che unirebbe tre Continenti, considerando anche i ponti già realizzati sul Bosforo, riducendo i tempi di scambio delle merci e dei passeggeri, con ricadute economiche e sociali in aree degradate e sottosviluppate.

domenica 19 febbraio 2017

FARFALLA


Simbolo di cambiamento in meglio, di bellezza  ed eleganza, di effimera consistenza della Vita e di inesprimibile Magia che dona Speranza alla Vita stessa perché tutto è possibile … se un bruco si trasforma in crisalide, ed infine diventa un essere leggiadro e puro da sorprendere qualunque essere umano.
Erano mesi che non passavo a vendere qualcosa a PortaPortese due, in via Prenestina. Girare per i banchi alla riscoperta di un' umanità semplice e diretta, fa bene all’Anima e mi riporta con i piedi per terra, dove il guadagno non è il fine essenziale ed ultimo a cui sacrificare qualunque altra cosa, non è un assalto all'arma bianca, non è io vinco tu perdi o viceversa … è ritrovare il piacere di fare due chiacchiere, di rapportarsi agli altri con rispetto ed educazione, di scambiare battute e prese in giro … e non conta se stai vendendo a un commerciante romano, oppure ad un improvvisato che si impegna a sua volta a guadagnare qualcosa,  o a un commerciante nord africano, asiatico, o dell’est Europa  o zigano … perchè riscopri una fratellanza profonda che fa bene al cuore, spiana la fronte, libera dai pensieri e dalle preoccupazioni, dona Speranza e fa sentire Lieto e leggero l’andare avanti e in dietro per i banchi e contrattare  … che perfino quando chiudi con nulla di concreto una possibile compravendita … vai via sorridendo e salutando senza alcun cruccio.
Nel rivisitare   alcuni banchi  e salutare vecchi amici, rivisti dopo quasi un anno … mi capita di parlare con una bella donna e domandare al Padre, ma Ramona tua figlia dove stà?
Un’adolescente grassottella con gli occhiali, simpatica e spigolosa al tempo stesso … Marco ma quante figlie hai? E questa chi è, non l’ho mai vista prima … Una bella mora, alta slanciata e ben delineata nelle forme femminili …
a Pà, mi risponde il Padre, … questa è Ramona!

venerdì 17 febbraio 2017

FORMICHE ROSSE


Pare che siano un problema per gli Usa non da poco. La globalizzazione, prodotto delle comunicazioni intensive tra i Popoli, ha anche il rischio di esportazioni di sciami di insetti tra le derrate. Le Formiche Rosse provengono dall’Amazzonia ed hanno infestato le strutture Areoportuali  o le strutture Portuali degli Usa del Sud . Il guaio è che prediligono i circuiti dei compiuter, sono sensibili alle onde ellettromagnetiche  dei sofisticati sistemi e apparati tecnologici, che spesso mandano in tilt … altro che Haker sono dei vandali in miniatura e lo sciame ha un’intelligenza collettiva che supera quella della singola formica … che non è necessariamente un mostro d’intelligenza.  L’unione fa la forza e questi insetti ci insegnano che i problemi possono risolversi se tutti cooperano verso un solo obiettivo … e ci riescono, ragionando solo in funzione dell’utilità che riceve la Comunità intera … e di riflesso, solo di riflesso, i singoli appartenenti alla Comunità. A vederle sono rosse ... ma ragionano come delle comuniste:-) gli Americani sono inorriditi^_^
Non ci sono muri per contenerle … si infilano da per tutto e sono organizzate per sopravvivere anche alle inondazioni, creando delle vere proprie isole collettive e galleggianti, con individui alati che esplorano in volo il territorio circostante per un possibile e sicuro approdo … le larve sono protette al centro dell’isola artificiale, le formiche più giovani e più leggere sono poste alle estremità dell’isola … i soldati presidiano e proteggono l’intero sciame ma soprattutto le uova, mentre le operaie sono essenziali per tenere unita la zattera galleggiante.

venerdì 3 febbraio 2017

BISOGNA AVERE IL CORAGGIO DI PROVARE PER CRESCERE


La questione adolescenziale ridotta ad una semplicistica divisione: tra coloro che hanno, quelli che non hanno e desiderano di avere. Parlare di vuoto esistenziale, di mancanza di un progetto finalizzato a costruire un domani … e la colpa è degli adulti, che non avrebbero oggi nemmeno la credibilità di educatori e visto come va il Mondo in fondo non credono nemmeno loro di avere le risposte …
In verità nessuno ha mai avuto risposte da fornire agli adolescenti di ieri, dell’altro ieri, nemmeno di oggi e di domani. Qualcuno più saggiamente propendeva a fare domande, che le risposte vengono da se ...
La nostra specie vive di certezze, è insito nella struttura del nostro cervello che tutto deve nominare, catalogare e far rientrare in certi schemi … ma gli adulti hanno troppe remore e poco coraggio per rischiare, per ribaltare le regole, scoprire nuove prospettive … questo perché sono incatenati da abitudini, dure a morire, preferiscono il certo piccolo e sicuro per l’incerto e difficilmente escono dalle tradizioni che li rassicurano: si è sempre fatto così, perché cambiare?
La forza dei giovani, in particolare degli adolescenti , per la particolare struttura psico nervosa, ancora incerta, per la continua ricerca di gratificazioni che la dopamina infonde grazie al piacere di stare insieme, di provare le nuove sensazioni, di assumersi rischi … fino all'estremo da schizzati quali l’ebbrezza della velocità, i salti acrobatici da alberi e balconi … per qualcuno purtroppo le sostanze artificiose che amplificano ancor di più le sensazioni ,come se ce ne fosse veramente bisogno … Alle imprese impossibili rinnovando il mito degli Argonauti e al solitario percorso che li spinge a trovare da se le risposte.
I giovani sono essenziali alla nostra specie
 sono per costituzione dei rivoluzionari … sono per il cambiamento … per la capacità di adattamento a nuove sfide,  per rilanciare e trovare nuove prospettive … Ora non sempre riescono ad avere successo, nel senso di riuscire in quello che rappresenta il sogno da realizzare … ma se questo accade la loro vita fiorisce in mille risvolti che altrimenti non sarebbe stato possibile realizzare se si fossero attenuti in modo ligio alla  tradizione e a quanto di rassicurante derivi  da un percorso prestabilito dagli adulti … Il loro cervello è strutturato per apprendere rapidamente e le interconnessioni che si attivano servono a fare meglio, sempre meglio quello che si vuole fare ... incoraggiamenti e gratificazioni sono gli input che stimolano l'azione, la realizzazione di quel chiodo fisso si chiami Windows, Facebook (mi riferisco agli ideatori) oppure scoprire il passaggio per est da ovest ... il più famoso chiodo fisso della Storia che Cristofaro Colombo intuì già a 12 anni ... quando iniziò ad andare per mare e decise che quello era il suo destino.

Anche la Bibbia ci racconta la vicenda di un adolescente inquieto, non dissimile dal Siddharta di Hermann Hesse, che addolorò il Padre allontanandosi da casa per cercare la sua strada ... gli stenti, le tribolazioni che quel giovane  conobbe erano simili a quelli di qualunque altro giovane  che vivesse per la strada... arrivò a contendere le mele ai porci, pur di sfamarsi ... ma tutto questo gli fece capire cose che altrimenti non avrebbe mai compreso e il suo ritorno fu festeggiato nella casa Paterna come un evento epocale.
Il caos esistenziale   pone gli adolescenti alla continua ricerca e perenne insoddisfazione … ma poi inesorabilmente crescendo tutto acquista un senso e subentra un inevitabile acquietamento del vivere... e si entra nell'età matura, volenti o nolenti... sia che vivi al Parioli o a Tor Bella Monaca.

sabato 28 gennaio 2017

LA PACE COME FENOMENO VIRALE


I fatti di sangue, che siano cronaca nera o politica estera, fanno vendere i giornali e scrivere poemi:-)
Qualcuno cinicamente ha detto questo e studi accreditati lo confermano. 
I mezzi d’informazione catalizzano l’attenzione sul fatto di cronaca cruento, rappresentando colui che lo compie come un mostro disumano, ampliando i sentimenti di orrore e di odio che suscita in coloro che leggono o ascoltano le notizie … in fondo la guerra, qualunque guerra disumanizza il nemico e rende di fatto giustificabile qualunque azione contro di esso, senza pietà alcuna … questo è stato fin dalla notte dei tempi e pare come una maledizione continuare anche oggi.
Nei Vangeli troviamo 
Ma io vi dico:
amate i vostri nemici
e pregate
per quelli che vi perseguitano 
Nell’era di internet e dei social media, è possibile fondare rapporti con il prossimo su una base di buoni sentimenti … così come ci sono i siti che incitano all’odio e alla distruzione …
 Bisogna saper scernere il buono dal cattivo, come le e mail … il 90% è spam, ma il 10% sono cose utili davvero per il nostro lavoro e le relazioni sociali … ed è questo 10% che ci interessa davvero.
Se in un social network e community in rete
 appaiono storie, immagini di persone che appartengono a nazioni che si odiano, esempio israeliani e palestinesi, questi reciprocamente imparano a conoscersi, a capire che anche l’altro ha sentimenti, emozioni, paure e desideri di vivere in Pace … che a nessuno piace la sofferenza, le privazioni, i lutti o provare sentimenti disumanizzanti che spingono alla violenza cieca ed irrazionale
Così qualcuno ha scritto
Gli Istraeliani amano i Palestinesi e che questi si preoccupano del loro benessere
Iraniani non temete nessuno vuole bombardarvi, vi voliamo bene
I Palestinesi e gli iraniani hanno riposto, anche noi vi vogliamo bene e vogliamo vivere in pace con voi …
migliaia di mi piace accompagnano queste affermazioni … e non solo soltanto israeliani, ma anche iraniani, egiziani, tunisini, giordani e così via a sottoscrivere quell’affermazione … e la Pace diventa Virale, coinvolge tantissime persone e finisce per condizionare le scelte dei governanti.
D’accordo non illudiamoci troppo, anche perché c’è sempre chi semina odio e paura con sapiente maestria, ma internet ha anche questo potere … di mettere in contatto tantissime persone di ogni parte del Mondo e allora è possibile che si costruisca la Pace, la volontà di ascolto e di relazione, non dal vertice dei poteri statali, ma dalla base … dal consenso popolare … questa è la vera rivoluzione dei nostri tempi.
Intanto una rivoluzione è stata compiuta da Daniel Barenboim noto direttore di orchestra che accoglie giovani musicisti provenienti dal mondo arabo,  israelita e cristiano, una piccola base per favorire lo sviluppo di un’idea di fratellanza e di condivisione, di comprensione senza cui sarebbe impossibile parlare di vera Pace.