Questo pupazzetto non ci rappresenta, ma esprime lo stato d'animo della precarietà,
a cui non Vogliamo Assomigliare ...
la scelta è ... In Direzione Ostinata e Contraria
D.O.C.









domenica 20 novembre 2016

VOCI CHE NON SENTO PIU'



Molto bella questa canzone di Zucchero. Suggestive le immagini.

Il clima grigio e freddo autunnale di questi giorni, rimanda alla solarità interiore, al caldo ricordo di persone care di cui abbiamo registrato a mente  la voce,  anche se non l'ascoltiamo più da diversi anni... decenni.

giovedì 17 novembre 2016

UN CUCCHIAINO DI MIELE E' MEGLIO DI UN LITRO DI ACETO

Nel piccolo microcosmo sociale, quale è il condominio, è apprezzabile qualunque iniziativa che porti le persone a parlarsi, a collaborare per un obbiettivo seppur di minima importanza, sostanzialmente a conoscersi e così ridurre gli inevitabili attriti dovuti agli atteggiamenti, ai caratteri o alle semplici percezioni fuorvianti date dalla scarsa conoscenza reciproca. 
Ampliare la partecipazione, l'informazione è condizione necessaria per ottenere una maggiore comprensione reciproca e favorire un clima armonico e solidale ... anche se le incomprensioni e i fraintendimenti possono sempre rispuntare in occasioni successive, perlomeno produrranno minori danni ed effetti collaterali indesiderati. 
E' deleteria qualunque iniziativa che crei distanze, emargini un altro gruppo o una sola persona ... questo inevitabilmente crea un clima di dissapori e di diffidenza reciproca ... che non porta assolutamente a niente di buono e fomenta le incomprensioni e i conflitti, spesso trascinati in tribunale con conseguente perdita di tempo e denaro.
 

venerdì 11 novembre 2016

A_ SI_ NO


Che strano il destino di noi italioti … sempre divisi da uno steccato, o stai di qua o di là! Ieri Guelfi e Ghibellini poi Repubblicani e Monarchici , Rossi e Neri, pro divorzio, aborto ed eutanasia e quelli contro … juventini e romanisti, ma questa è un’altra storia:-)
Adesso quelli del Si e quelli del No … personalmente preferisco i Si ai No … a prescindere … ma una volta tanto dovremmo imparare dalla Storia con la S Maiuscola … perché la Costituente era composta da Gente seria e di pensiero diverso , ma tutti accomunati da un unico fine il bene degli Italiani … e lavorarono sodo davvero per questo scopo … molti avevano sofferto il carcere, il confine … preso botte e bevuto olio di ricino … poi le tribolazioni della guerra … che queste persone erano vicine al sentire della gente di strada … quella del Popolo, sporca, rozza ed ignorante … sempre disposto a dare fiducia e a Sperare per un domani migliore a vantaggio dei propri figli … disposto anche a rinunciare a qualcosa oggi per un futuro migliore.
Oggi i cettolaqualunque  sono li a sentenziare ciò che è giusto o sbagliato e a indicare da che parte sia giusto stare ... qui o lì, rispetto ad una ideale linea che temo abbia per fine la spartizione delle poltrone e del potere … così vanno le cose. Di figli se ne fanno pochi, e la società dei consumi spinge all'individualismo e all'egoismo ... tipi da smart ... mi riferisco alla macchinetta ... chissà perché chi la guida è sempre uno stronzo che ti taglia la strada o ti sorpassa a destra sgommando ...
Che ne direste di lavorare tutti per uno scopo solo: il bene degli italiani e pure degli stranieri … che i nazionalismi sono come i No a prescindere!
In ogni caso votate quello che vi pare ...

CHE FANTASTICA STORIA E' LA VITA

Non mi chiamo Antonio ... e faccio il Bustaro!
 
Sono laureato ... (a differenza della canzone di Venditti è stata una scelta personale, fortemente voluta e naturalmente carica di aspettative) ...  in Economia e Commercio alla Sapienza di Roma.

Ho alle spalle tanta gavetta: in studi commercialisti, in aziende medie piccole e a conduzione familiare ... poi sono arrivate le società interinali che mi hanno fatto diventare (come credo tutti o la maggior parte degli interinali) ... una pallina da flipper ... zompando da un lavoro all'altro, pur nella continuità del ruolo, riempiendo buchi e temporanei aumenti di lavoro marginale ... e marginalmente ho trascorso il mio tempo ... invisibile ai più e lillipuzianamente ho guardato ai colleghi  e datori di lavoro grandi come Gulliver perché un lavoro vero loro ce lo avevano ... per non parlare dei colloqui di lavoro ... stendiamo un velo pietoso .
 
Insomma posso affermare in piena coscienza e consapevolezza " Io ne ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi .... ma ora è tempo ... di Vivere" perché grazie a Dio ho un lavoro vero, contrariamente alle apparenze, che adesso organizzo e svolgo come meglio posso e voglio.
 Le cose non vanno malaccio, il panino me lo guadagno e non solo ... me lo mangio  in piena soddisfazione. Mi sono fatto una reputazione tra i clienti e mi chiamano "il Signore delle Buste" che suona solenne e devo dire che mi fa sorridere. Va detto che sono supportato da persone intelligenti ed in gamba, che mi permettono di operare al meglio delle mie possibilità, inoltre si sono consolidati rapporti ed amicizie con vari fornitori, anche concorrenti, creando in poco tempo una rete significativa di relazioni del tutto inimmaginabile solo qualche anno a dietro.
Svolgo un lavoro di cui non avevo alcuna esperienza, ma che sto imparando con la formula "learn by doing", giorno dopo giorno ... affidandomi non poco a quelle che sono le proprie intuizioni ed imparando dagli errori ... I soldi non sono tutto! rinascere come uomo e ritrovare Dignità e Speranza, con tutti gli effetti a cascata che si ripercuotono in ogni campo della propria Vita ... credo che non sia trascurabile effetto.
Condivido questa esperienza in un diario pubblico,  non tanto per vanesia esaltazione dei propri meriti, che sono del tutto trascurabili ... se non avessi alle spalle un Team di riferimento e supporto notevoli ... condivido per seminare Speranza e Voglia di Lottare a chiunque legga queste poche righe sgrammaticate, ma di vera Vita ... e dico con cognizione di causa, Non Mollate Mai!
 
Sono laureato e faccio il Bustaro!
Embhé ... Vi pare poco?

PS per chi non è romano il "bustaro" è un rivenditore di materiale monouso in carta e plastica presso i mercati rionali e non solo.
Agente di Commercio o Rappresentante per i cultori dell'Accademia della Crusca.
 
 
 

sabato 5 novembre 2016

BUON COMPLEANNO PAOLO!!


Il 7 Novembre sono 54 suonati! Che dire ... rimpianti? il pensiero corre verso tutte le donne che mi sarei potuto scopare e che non ho scopato ... tornassi indietro... non ci penserei più di tanto!! in ogni caso ho fatto del mio meglio ... e spero tanto di continuare per un po', ancora, ad aggiungere qualche altra tacchetta:-)


 
Anche se un po malinconica ... il senso, maggiormente poetico, non varia nelle Passanti di De Andre



A Pa' (alias capoccione)da mo che te lo sto a dì!
Però visto che non sei scemo ... pensa a lavorà! che è mejo ...
che so gatte da pelà ...
e detto da me c'ha un senso:-)

Firmato Cicerone  er gatto del capoccione.

PS piuttosto ricordate dei croccantini che me piacciono tanto ... miagolando te saluto che ciò da fà ... na sonnecchiata.

martedì 1 novembre 2016

ATTRAVERSARE L'IGNOTO CON CORAGGIO


La vicina che sta fuori casa e che dopo il forte terremoto ti telefona perché teme che la porta della sua abitazione si sia aperta con la scossa. I giovani dirimpettai che escono  per  pranzare dai genitori di uno di loro e, da quello che mi dicono, dimenticano di chiudere a chiave la porta … e proprio quel giorno ricevono la visita dei ladri che buttano all’aria un paio di cassetti  della loro camera senza rubare nulla.
Nel primo caso fai del tuo meglio per rassicurare … nel secondo ci rimani male davvero. 
 Provo una grande simpatia per la giovane coppia con figli, miei dirimpettai … che se avessi sentito il minimo rumore anomalo mi sarei allertato, avrei urlato o chiamato la polizia … ma non ho sentito nulla, davvero! Oggi sono stato in casa tutto il giorno per fare pulizie, per prendermi un giorno di assoluto stacco dalla quotidianità … ho sentito il bisogno di riappropriarmi del mio tempo e di non pensare ad altro che a mangiare , dormire e a rilassarmi.
Come al solito Rai Storia mi ha affascinato prima con Alda Merini e poi con il racconto della Venezia  del XVI secolo che non sapevo  fosse tanto ammirata e considerata dalle persone colte del tempo, in particolar modo dagli inglesi e che Shakespeare non a caso ha ambientato molte sue opere sul  territorio Veneto.
Quando ho sentito suonare la porta e mi hanno detto che sono entrati i ladri … mi è sembrato davvero improbabile perché mi sarei di certo accorto di un qualche rumore anomalo, anche se sono entrati senza scasso … e già questo è davvero strano.
Presto altri vicini si sono affacciati e pure loro sono rimasti sorpresi perché non si sono accorti di nulla.
 Di solito vado avanti ed indietro, con il mio lavoro … posso stare via tutto il giorno come tornare in qualunque momento … non si può dire … ma oggi sono rimasto volutamente tutto il giorno in casa e non mi sono accorto di nulla che ... sul pianerottolo basta che una persona respiri solamente si sente che c’è.
In ogni caso la punta velenosa non è mancata da parte di qualcuno che ha sottolineato che il portone resta sempre aperto e poi con nonchalance mi ha chiesto se oggi ho lavorato … alchè gli ho fatto notare che io chiudo sempre il portone dell’androne ed in ogni caso uno scassinatore a meno che non abbia le chiavi e conosca i movimenti degli inquilini non passerebbe di certo inosservato … in qualche modo rivelerebbe la sua presenza …
Certo che strano questo tipo … entra in casa di una coppietta, con due figli piccoli, due ragazzi che hanno non pochi problemi per quadrare il bilancio familiare, che si danno molto da fare e che di certo non navigano nell’oro … e che molto probabilmente contano anche sull’aiuto dei rispettivi genitori … un bersaglio che non fa onore ai malandrini che però hanno dimostrato di saper cogliere il momento adatto a dire della vicina che ha dimenticato di chiudere la porta con mandate, ma l'ha semplicemente chiusa.
Che dire?
Non si può vivere con la paura costante di essere derubati … temere che basta dimenticare il portone dell’androne di casa che questo sia causa di chi sa quale disavventura …  Non si può guardare in cagnesco ogni estraneo che entri nell’androne, ne sottoporlo a terzo grado … di certo si va per i propri affari senza farsi condizionare dai timori di quello che potrebbe capitare … per quante precauzioni si possano prendere … bisogna metterci coraggio e affrontare le incognite dell’esistenza, dove tutto è possibile … ma non per questo rinunciamo a vivere o perdiamo  la fiducia nel prossimo.
Emblematico è lo spezzone del film diari della motocicletta di quando Ernesto Che Guevara, ancora ragazzo e non ancora il guerrigliero del mito che conosciamo, attraversa a nuoto il fiume (il Rio dell'Amazzoni!) per festeggiare il suo compleanno con dei lebbrosi   confinati su un isolotto ... senza farsi condizionare dai timori.
 

venerdì 28 ottobre 2016

ALL NEED LOVE



Un commerciante si dava da fare ma non riusciva  a vendere come avrebbe dovuto la sua merce … eppure aveva preso ogni accorgimento, sguinzagliato rappresentanti, dedicato tempo e denaro per pubblicizzare la propria merce, perfino assoldato a caro prezzo testimonial popolari e di rilievo nel mondo dello spettacolo. Nonostante tutto questo i risultati erano nettamente sotto le attese e provava un senso di sconfitta e di conseguente amarezza.
Un giorno entrò in un negozietto pieno di gente, incuriosito per dare un’occhiata … la gente comprava a man bassa. Il giorno dopo tornò …  il giorno dopo ancora … sempre la stessa cosa:
 la gente comprava e comprava.
Allora si rivolse al negoziante per  fare delle domande e carpire il segreto di tanto successo … Il negoziante capì le intenzioni di quel signore garbato, curioso e gli rispose semplicemente:
“Nessuna ricetta magica, ne particolari tecniche di vendita, ne astuzie commerciali ingannevoli … solo ed esclusivamente il lavoro fatto con la cura possibile e l’attenzione alle persone.
In sostanza  voglio  bene alla Gente
Il fine non sono soltanto i soldi per i soldi … ma questi arrivano comunque perché la Gente percepisce le intenzioni del negoziante e lo premiano nell’unico modo che credono gli aggrada!

mercoledì 26 ottobre 2016

CORSI E RICORSI

La nuova Europa e le soluzioni ai problemi dei flussi migratori ... qualcosa già visto e praticato in un epoca non propriamente fausta, in ogni caso di passaggio ad epoche successive dove si pensò di colonizzare le terre altrui di mezzo Mondo, depredando e sfruttando quanto più possibile ... i nativi  ebbero il torto di non costruire mura possenti e di accogliere fiduciosi i nuovi arrivati bianchi pieni di specchietti, fondi di bottiglia e acqua di fuoco da torcere le budella... portatori di malattie terribili come la sifilide e l'influenza. 
I discendenti di quei nativi ricambiano oggi la cortesia e restituiscono la visita sentendosi creditori o semplicemente confidando nell'idea che la civiltà maggiore, quella che un tempo si prese il disturbo di farsi vessillo di superiorità (decretata solo dalla potenza delle armi), sia oggi in grado di accogliere e superare le barriere:
Si, in effetti ... peccano ancora d'ingenuità!

lunedì 24 ottobre 2016

C’E’ ANCORA UN BARLUME DI SPERANZA


Si vive gli uni su gli altri in spazi affollati, eppure non ci si guarda in faccia … c’è rabbia, quasi odio verso chi può rappresentare un ostacolo ai propri progetti, aspettative …  metti la macchina in doppia fila per pochi minuti appena ed anche una piccola donna diventa una tigre che vomita cazzate a raffica e ti fa sentire un mostro di egoismo e di maleducazione … c’è diffidenza, ovunque occhiate ti scrutano di sbieco aspettandosi il peggio, mentre in realtà rispetti anche la vita di un piccione che attraversa la strada incautamente, anche se sulle strisce pedonali!
Chi è gentile è un debole, uno  sciocco, un gay o … quello che ti alliscia per darti una fregatura … ma poi c’è pure quello che prende a pugni un vecchio solo perché ha avuto il torto d’incrociare la strada di un povero diavolo disperato … e che dire dell’insegnante che si augura che tutti gli immigrati muoiano in mare? Della rabbia che divide che alimenta muri non solo in mattoni ma anche ideologici, muri culturali? Mi sono sempre chiesto con orrore provando ad immaginare che cosa sarebbe accaduto se la guerra l’avessero vinta i nazisti e i fascisti … ma questo Mondo globale è sotto gli occhi di tutti e fa proprio schifo! perché si alimenta di differenze,  divide come non mai la gente di  prima classe da quella di terza … dove non frega a nessuno se si costruiscano mezzi di distruzione sempre più sofisticati, dove la vita è sempre più a rischio di malattie incurabili a causa del cibo spazzatura rispondente ad esigenze economiche piuttosto che della sana alimentazione … dove la logica del profitto è al di sopra di ogni ragionevole dubbio e sensatezza … per esempio i medicinali sono fuori portata a milioni di persone destinate a morte sicura, dove malnutrizione e povertà sono le vere cause che spingono  folle  di persone ad emigrare, mentre basterebbe investire risorse per aiutare e stare meglio tutti anziché creare oasi di benessere circondate da muri che respingono ed ignorano tutto ciò che è rinchiuso fuori.
La tv non informa o almeno ci racconta solo quello che vuole che sia raccontato … viviamo inseguendo cazzate, l’ultimo telefonino o la vacanza programmata da fare magari indebitandoci un po’ … la nuova macchina e lo stile di vita che deve essere all’altezza delle aspettative di questa società malata, egoista, ignorante , cattiva, sottoccupata che vive al disopra delle proprie possibilità …
… poi, un giorno qualunque, su una strada qualunque di Roma o di qualunque altra città … senti la sirena di un’ambulanza ,  e quando finalmente vedi i lampeggianti e capisci che è dietro di Te, ti sposti … non perché il codice della strada te lo impone, ma per un' innata spinta solidale per chi soffre … pensi che sia la cosa giusta da fare, ma questo non lo pensi solo Tu … perché per magia anche la strada più trafficata, riesce a creare un varco che permetta al mezzo crociato di sfrecciare, o perlomeno di andare oltre e continuare la sua corsa; allora penso che non è tutto marcio, qualcosa di umano, di luminoso c’è in ognuno di noi e non tarda a palesarsi nei momenti  più critici, quando le sovrastrutture di carta pesta crollano, le facciate vuote  di contenuto si disvelano … lasciano intravvedere la verità delle cose, lasciando passare l’essenza della vita come quando passa la croce rossa in mezzo al peggior ingorgo: penso che c’è ancora Speranza .

domenica 16 ottobre 2016

IL MINISTERO CHE COMPLICA GLI AFFARI SEMPLICI


Chi complica le cose con l’intenzionalità di farlo, non ci ama … questa è una semplice verità da scolpire sul marmo.
Persegue un suo scopo, magari è animato da motivazioni nobili e trova giustificazioni inattaccabili, da tacitare la propria coscienza … ma in sostanza non tiene minimamente conto di come ci sentiamo, di quali sono le nostre aspirazioni o di ciò che desideriamo davvero … tutto questo non è minimamente contemplato e considerato,  e nemmeno si sforza di trovare insieme una soluzione possibile e valida per entrambi .
L’occasione di un tal pensiero scaturisce dall’esperienza vissuta di recente su un problema apparentemente semplice, ma complicato a detta di alcune persone a cui mi sono rivolto per una soluzione rapida ed indolore... come è mio uso affrontare i problemi.
Un giorno mi sono accorto che le frecce della mia auto non funzionavano più, e questo per il mio lavoro era un serio problema, perché mi esponeva oltre che a possibili sanzioni , a maggiori rischi di possibili incidenti … per questo ho messo la massima attenzione nel continuare ad usare l’auto, nonostante la seccante condizione del mancato uso delle frecce.
Mi sono rivolto ad una prima persona, un meccanico che mi ha detto che ci voleva tempo ed una serie di controlli prima di arrivare a dare una diagnosi … ma il mio lavoro richiede meno parole e più fatti, la mia auto mi serve senza  aspettare il responso del guru dei meccanici … la seconda persona  si è messo a discettare  su cosa era opportuno fare prima, che non sapeva nemmeno se si trattasse di un fusibile o del relè o forse dell’interruttore delle 4 frecce … che in quel momento aveva cose più importanti da fare … come se la riparazione della mia auto mela facesse gratis … a stento mi sono trattenuto e per questo ho girato i tacchi e me ne sono andato senza salutare nemmeno.
La terza persona era impegnata con un tester  applicato in un punto indefinito della plancia di una smart … mancavano cinque minuti alle tredici e con aria seccata ed annoiata, mi rivolge parola, neanche fosse un ministeriale … nel dirmi che occorre tempo per capire di che cosa si tratti e che l’auto è meglio che la consegni in pomeriggio, perché deve almeno lavorarci qualche ora … e questo nonostante avessi in mano due relè, uno a tre attacchi e uno a due attacchi e che sicuramente doveva essere quella la causa del mal funzionamento delle frecce … alché acido e un po’ seccato mi risponde che nemmeno sapeva dove era alloggiato il relè della saxò … che forse doveva smontare un pezzo della plancia … lo saluto come se lo mandassi a quel paese  e mi dirigo fuori dall’autofficina per non dire di peggio.
La quarta persona mi chiede semplicemente  che cosa mi fa credere che quello sia la soluzione al problema, gli rispondo che è quella che costa di meno, cambiare un relè … e che se non si risolveva il problema allora potevamo considerare la sostituzione dell’interruttore come seconda alternativa. Mi rispose che non sapeva di preciso che cosa fare, ma che avrebbe sentito il suo amico elettrauto e sotto le sue indicazioni avrebbe risolto il problema … così è stato … senza tante cretinate, senza tanti giri di parole, senza dover ricorrere ad una "tomografia"della mia auto e rendere tanto complicata la faccenda.

Relè costo € 7, intervento del buon meccanico € 5 tot 12 € spesi … fatte due chiacchiere con persone semplici e gradevoli … tempo trascorso come un lampo ed ora la mia macchina occhieggia frecciate  a destra e sinistra, come una ragazzetta un po’ civetta  … ma lascio correre comprendo la sua contentezza.

Ps per rendere meglio l'idea di che cosa stiamo parlando ho inserito il seguente filmato in spagnolo ... in effetti parliamo di un intervento apparentemente molto semplice, che però ho preferito non fare direttamente perché il relè nella mia auto è collegato ad una scheda in zona più remota e non era affatto agevole estrarlo se non a  rischio di danneggiare qualche altro componente.

lunedì 3 ottobre 2016

CHE COSA CHIEDERE ALLA VITA?



 
Vincere, perdere sono concetti relativi se si guardano successivamente le conseguenze, non del tutto prevedibili a priori, allora si può affermare chi davvero ha vinto o perso.
Le vittorie di Pirro sono diventate sinonimo di quanto sia inutile ogni definizione a monte delle situazioni.
A volte si è costretti a percorrere una strada fino in fondo,  e per quanto sia difficile comprendere al giudizio altrui … serve unicamente a riscattare se stessi, non a dimostrare alcunché a chicchessia, non a riabilitarsi al giudizio della piazza, ma esclusivamente per se stessi … qualunque sia la montagna da scalare, qualunque sia il rischio in gioco … conoscendo i limiti delle proprie possibilità, superando le proprie esitazioni e timori … si va verso la via ignota che dovrebbe condurre alla vetta , di una riscoperta di se stessi in una prospettiva finora mai osservata: che altro chiedere alla Vita?

Rischiare di perdere tutto ... ma non rinunciare a ciò che sei veramente, a ciò a cui credi fermamente, non tradire chi ha riposto fiducia e speranze nella tua persona, che ti hanno incoraggiato a credere nelle tue possibilità e che ti hanno aiutato a crescere ... è il miglior tributo che puoi rendere a queste persone che oggi non ci sono più, e a cui dimostri tutta la tua riconoscenza possibile.

domenica 18 settembre 2016

MERCANTI E TOPI


Che i modi di dire riassumano delle verità è un fatto inconfutabile. Saggezza popolare, esperienza quotidiana ci ricordano detti sentiti e ripetuti abitualmente, a volte senza soffermarsi troppo sul loro significato.

Fare Orecchie da Mercante  significa essenzialmente puntare a concludere la contrattazione salvaguardando essenzialmente il proprio interesse prima che considerare le esigenze del cliente … il fatto è che anche i clienti mercanteggiano, e avanzano le scuse più bislacche per strappare uno sconto … paventano concorrenti immaginari che praticano prezzi  estremamente bassi, pur pretendendo di comprare la tua merce … oppure sventolano la possibilità di favolosi acquisti, in quantità tali da riempire immaginari magazzini che non possiedono … e poi se gli acquirenti sono spalleggiati dalle mogli, meglio non fare le orecchie da mercante, ma diventare assolutamente sordo e in questi casi, ma non solo, ingoiarsi la lingua è sempre raccomandabile.

Fare la fine del sorcio significa semplicemente morire. Vi è mai capitato di vedere o sentire qualcuno che prende un topo di fogna vivo e lo addomestica? Sono una specie molto intelligente e fetente, hanno imparato molte cose da noi umani che certo non siamo migliori … per questo alla nostra vista fuggono e noi tentiamo di ammazzarli in ogni modo possibile come spietate SS.
La Storia ci ha insegnato a temerli, perché potenziali veicoli di malattie terribili … i topi hanno imparato che possono trarre vantaggio dalla vicinanza dell’uomo, ma devono essere invisibili e discreti altrimenti non vedranno la luce del giorno dopo … crescono e si moltiplicano tramandandosi questa semplice regola di sopravvivenza spicciola dalla notte dei tempi.
Un giorno, in un mercato rionale, sono entrato e c’era caccia grossa … un povero topolone cercava di sfuggire alle urla, colpi di scopa e di cassetta della frutta   di un manipolo inferocito di commercianti che per l’occasione avevano sfoggiato occhi , udito ed agilità feline … il ratto, correva come un forsennato, schivando, saltando , squittendo e sgommando tra urla, insulti e risate … poi l’uomo normalmente conosciuto come il più mite e tranquillo della schiera… quello che meno ti aspetteresti alcunché di malvagio, data la sua proverbiale flemma ... con un balzo fulmineo e una calcagnata è riuscito a spezzare la schiena al  topone che è morto all'istante … il quale, povero, si sarebbe potuto salvare unicamente esprimendo una disperata aggressività, attaccando anziché fuggendo … mettendo così fine a quella baruffa e spaventando i suoi assalitori.
Così è la vita, se pensi di fuggire o evitare gli ostacoli rischi di lasciarci la pelle, ma se reagisci forse hai qualche possibilità di scamparla franca. In fine mai sottovalutare le persone  buone semplici e miti, sono le più imprevedibili e sorprendenti, più della categoria degli sbruffoni e sbracioni, i così detti tipi svegli. 

 


venerdì 26 agosto 2016

NON SI DAVANO PER VINTI

Estratto da FURORE di John Steinbeck

 
Nella regione rossa e in parte della regione grigia dell’Oklahoma le ultime piogge erano state benigne, e non avevano lasciato profonde incisioni sulla faccia della terra, già tutta solcata di cicatrici. Gli aratri avevano cancellato le superficiali impronte dei rivoletti di scolo.
Le ultime piogge avevano fatto rialzare la testa al granturco e stabilito colonie d’erbacce e d’ortiche sulle prode dei fossi, così che il grigio e il rosso cupo cominciavano a scomparire sotto una coltre verdeggiante.
Agli ultimi di maggio il cielo impallidì e perdette le nuvole che aveva ospitate per così lungo tempo al principio della primavera. Il sole prese a picchiare e continuò di giorno in giorno a picchiar sempre più sodo sul giovane granturco finché vide ingiallire gli orli d’ogni singola baionetta verde.
Le nuvole tornarono, ma se ne andarono subito, e dopo qualche giorno non tentarono nemmeno più di ritornare. Le erbacce si vestirono d’un verde più scuro per mascherarsi alla vista, e smisero di moltiplicarsi. La terra si coprì d’una sottile crosta dura che impallidiva man mano che il cielo impallidiva, e risultava rosa nella regione rossa, bianca nella grigia.
Nei solchetti scavati dall’acqua la terra si sgretolò in rigagnoli di polvere minuta, tosto percorsi da innumerevoli processioni di formiche e formiconi. E sotto le sferzate ogni giorno più crudeli del sole le foglie del giovane granturco perdevano la loro baldanza e la loro durezza; s’inchinavano, dapprima, e poi, man mano che s’infiacchiva la loro colonna vertebrale, si prostravano.
E venne il giugno, e il sole diventò selvaggio; le strisce brune, sulle foglie del granturco, si estesero dagli orli fino a toccare le colonne vertebrali. Le ortiche si sfrangiarono, si raggrinzirono, invecchiarono.
L’aria era afosa e il cielo più pallido e di giorno in giorno la terra incanutiva.
Sulle strade, mulinate dalle ruote dei carri e trebbiate dai ferri dei cavalli, la crosta della massicciata andò in frantumi e creò la polvere. Le minime cose animate sollevavano questa polvere per aria: gli uomini camminando sollevavano nuvolette che s’alzavano fino alla loro cintola; i carri, nuvole più dense che raggiungevano le cime delle siepi; le automobili, nuvoloni che oscuravano il sole.
E a tutta questa polvere occorreva molto tempo per ricadere e posare.
Verso la metà di giugno le nuvole dei cielo, alte, pesanti, gravide di pioggia, si mobilitarono nel Golfo ed iniziarono la loro marcia di invasione nel Texas. Gli uomini nei campi levavano gli occhi verso di esse e annusavano l’aria e rizzavano diti bagnati di saliva per ragguagliarsi sulla provenienza del vento. I cavalli diventavano inquieti. Le nuvole passando lasciarono precipitare parte del loro carico e s’affrettarono ad invadere altre contrade, lasciandosi alle spalle il cielo pallido come prima e il sole feroce, e nella polvere crateri pieni d’acqua, e nei campi di granturco chiazze rinverdite.
Passate le nuvole arrivò un venticello che, sospingendole verso settentrione, faceva mormorar sommesso il granturco annaffiato. Passò un giorno e il vento aumentò d’intensità e di costanza. La polvere s’alzò dalle strade e coprì le ortiche dei fossi e si spinse anche addentro nei campi di granturco. Il vento si fece impetuoso e si accanì nel rodere la crosta lasciata dall’acqua nei campi. A poco a poco il cielo si oscurò, per i turbini di polvere che il vento sprigionava dalla terra e trascinava via. Il vento si fece più impetuoso e sbriciolò la crosta formata dalla pioggia e la polvere turbinò per i campi trascinando nell’aria piume grigiastre, come spirali di fumo.
Il granturco, flagellato dal vento, emetteva suoni secchi, rovinosi. La polvere impalpabile non ricadeva ormai più sulla terra, ora, ma si disperdeva nell’oscurità del cielo.
Il vento si fece ancor più impetuoso e guizzando di tra le pietre sollevava con violenza paglia e foglie morte e piccole zolle di terra, lasciando tracce al suo passaggio, al pari d’una nave tra i flutti.
Il sole splendeva rosso nell’aria oscura e fredda. Una notte il vento impazzò, zappò furiosamente la terra attorno alle radici del granturco, e il granturco si mise a lottare per difesa contro il vento agitando le sue foglie indebolite, ma nella lotta le radici risultarono denudate delle zolle di terra protettrice ed ogni pianta risultò inclinata nella direzione del vento.
L’alba venne, ma non il giorno. Nel cielo grigio apparve un sole rosso, un fioco cerchio rosso che emanava una scialba luce crepuscolare, e col progredire delle ore il crepuscolo ripiombò nella tenebra e il vento fischiò ed urlò sul granturco abbattuto.
Uomini e donne stavano tappati in casa, e quando dovevano uscire si annodavano una pezzuola davanti alla faccia per filtrare la polvere e portavano occhiali da automobilista per proteggersi gli occhi.
La notte fu nera come l’inchiostro, perché le stelle non potevano penetrare attraverso la polvere per raggiungere la tetra, e le luci accese nell’interno delle case non arrivavano nemmeno sull’aia. Ora l’aria e la polvere erano mescolate insieme in parti uguali. Le case erano ermeticamente chiuse, con tutte le fessure delle porte e delle finestre otturate da stracci; ma la polvere penetrava ugualmente negli interni, così impalpabile che risultava invisibile, e si posava come polline sui tavoli, sulle seggiole, sui piatti, sulle pietanze. Gli esseri umani se la spazzolavano di dosso, mentre strati di polvere s’erano accumulati sulle soglie delle case.
A metà della notte il vento s’allontanò e lasciò il paese in pace, perché l’aria densa di polvere smorzava ancor più della nebbia ogni rumore d’intorno. Le creature umane, coricate nei loro letti, udirono che il vento era caduto: fu il cessare del vento a destarle. Ma non s’alzarono, continuarono a giacere immobili tendendo l’orecchio al silenzio. Poi i galli cantarono, ma con voci smorzate, e le creature umane si rivoltarono impazienti nei loro letti aspettando il mattino. Sapevano che occorreva molto tempo alla polvere per ridiscendere a terra e lasciar pura l’aria. Difatti, venuto il mattino, la polvere restava sospesa come nebbia, e il sole era di sangue. Per tutta la giornata e così per tutto il giorno seguente piovve polvere, ricoprendo in modo eguale tutta la terra. Si posò sul granturco, s’accumulò sulle filagne delle staccionate, sui fili di ferro, sui tetti, sulle ortiche, sugli alberi.
Gli esseri umani uscirono dalle case e annusarono l’aria pungente e calda proteggendosi le narici contro la polvere. E i piccoli, i bambini, uscirono anch’essi, ma senza gridare, senza correre come avrebbero fatto dopo un comune temporale. Gli uomini s’appoggiarono coi gomiti sulle staccionate e osservarono il granturco rovinato, quasi secco ormai, con solo qualche strisciolina di verde sotto la pellicola di polvere. Gli uomini non parlavano, e si muovevano appena. E le donne uscirono di casa e vennero a mettersi vicino ai loro uomini per sapere se era questa la volta che i loro uomini si sarebbero dati per vinti. Le donne senza farsi vedere studiavano i visi dei loro uomini; perché al granturco si poteva, alla fin fine, rinunciare, purché fosse salvo qualcos’altro. I piccoli, lì vicino, disegnavano figure nella polvere coi diti dei piedi, e anch’essi inconsciamente studiavano i visi dei genitori, per vedere se si sarebbero dati per vinti. Studiavano le facce dei genitori e disegnavano figure nella polvere. I cavalli all’abbeverata, prima di arrischiarsi a bere, col labbro superiore spazzavano il pelo dell’acqua. Dopo un poco, i visi degli uomini perdettero la loro stupefatta perplessità ma acquistarono un’espressione dura, collerica, ostile. Allora le donne capirono che erano salvi, che gli uomini non si davano per vinti, e allora ardirono domandare: Cosa facciamo? e gli uomini risposero: Chi lo sa, ma le donne capirono che erano salvi, e i piccoli capirono che erano salvi. Le donne e i piccoli avevano l’intima convinzione che nessun disastro era catastrofico se i loro uomini non si arrendevano
   
Le donne rientrarono in casa alle loro faccende, e i piccoli cominciarono a giocare, ma con discrezione, sulle prime. Col progredire del giorno il sole, meno rosso, ricominciò a scaldare la terra impolverata.
Gli uomini, seduti sui gradini d’accesso alle loro case, s’occupavano a disegnar figure in terra servendosi di fuscelli o di sassolini. Non parlavano; meditavano, calcolavano.

DEDICATO A AMATRICE



Con l'Augurio di rivederla al più presto come era prima ...

domenica 21 agosto 2016

E' TARDI, E' TARDI ... DEVO SCAPPARE!


Sempre di fretta si va per questa Vita, che se non si corre pare che perdiamo l’ultimo treno partente dalla stazione nel deserto della nostra stupidità.
La fretta non ci aiuta e per lo più è causa di danni e perdite di denaro, per riparare ai danni.
A volte, diciamo così, scopriamo il rovescio della medaglia, perché come si sa non tutto il male viene per nuocere, e così può capitare che l’occasione di un nostro errore ci faccia riflettere e considerare ad esempio fatti e persone in una nuova luce.
Dopo questa premessa, vengo al fatto. Un pomeriggio di qualche mese fa  … esco di casa e appena chiusa la porta, realizzo di essere sprovvisto delle chiavi di casa … dimenticate sulla scrivania. Poco vale staccare Santi dal calendario o prendersi a sberle, la situazione non cambia … la porta resta chiusa e le chiavi restano sulla scrivania.
Vivendo, e aggiungo, bene da solo, non posso nemmeno sperare in un soccorso anche se dovessi aspettare delle ore. Le chiavi di casa custodite gelosamente, non si lasciano in giro a cuor leggero e speri che questa situazione (uscire e dimenticare in casa le chiavi) non si verifichi mai, e quando si verifica, pazienza , pensi qualcosa mi inventerò.
I pompieri vengono solo in caso di pericolo  e se c’è una persona all’interno con gravi problemi di salute non in grado di muoversi … se ricorri al fabbro rischi di dover spendere una bella somma di denaro per rimediare ai danni di una forzatura della porta … in qualche caso trovi pure un fabbro coscienzioso  che si presenta con una lastra e cerca di aprire la porta senza spaccare nulla.
Una normalissima lastra a raggi x delle ossa o dei denti (se abbastanza grande), ecco cosa ci vorrebbe … in ogni caso bisogna essere in due a fare l’operazione. Chiedo  aiuto al mio vicino del piano di sotto,  la moglie mi procura una delle sue lastre non recenti, e poi con il marito ci dirigiamo di fronte alla porta. Uno scuote la porta dalla maniglia , l’altro infila la lastra e risale lentamente fino a scavallare la linguetta della serratura,  unico meccanismo che tiene chiusa la porta senza aver dato mandate.
Detta così sembra niente, ma l’operazione richiede forza, destrezza, determinazione, pazienza e tanta calma.  Dopo vari tentativi, dopo esserci scambiati le funzioni  del battere la porta e del far risalire la lastra … stanchi e grondanti di sudore sentiamo il tanto atteso click e la porta aprirsi davanti a noi, che non ci crediamo ancora,  e sorpresi, ci scambiamo il cinque e ci si abbraccia dalla gioia.
Quasi non ci credevo e temevo il peggio, ma grazie al cielo tutto è andato bene. Il vicino ha superato i settanta anni e devo dire che sono rimasto sorpreso dalla sua ostinazione ad aiutarmi ad aprire quella porta, tanto che riconosco che senza il suo aiuto non ce l’avrei potuta fare da solo … anche la moglie non ci ha pensato un attimo a trovarmi una lastra per tentare la manovra dell' apertura dell'uscio, mai eseguita prima di allora … si insomma ad aprirsi da quel giorno sono state due porte oltre a quella di casa, quella del cuore.